Appunti di diritto (in)civile.

Bibliotecaria mancata. Studentessa quando capita. Giurista in divenire.


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Aiuto! La Disney compra Game Of Thrones!

Ebbene sì. Dopo Star Wars, anche Game of Thrones finisce nelle avide mani di Topolino. Lutto in casa HBO, dove l’improvvisa decisione di G.R.R. Martin ha provocato scene di panico. Tra l’altro, l’autore ha appena firmato un contratto con l’emittente televisiva quindi si prospetta una guerra legale senza esclusione di colpi.

Ma vediamo quali sono i risultati di questo fulmine a ciel sereno. Qui di seguito trovate, in esclusiva, una delle primissime scene girate dalla Disney che, a quanto pare, ha deciso di puntare sulla tradizione.

{ Dopo Dany canterina non c’è bisogno di dirvi che scherzavo, vero? }

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Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco: qualche aggiornamento sulle ristampe senza unicorni

martinkiller

Come chi mi segue su Finzioni ben sa, circa un mese fa ho partecipato a una tavola rotonda tra gli editor Mondadori de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, Sergio Altieri e altri fan/lettori/blogger/redattori appassionati della saga in questione.

Lo scopo? Discutere dei numerosi problemi relativi all’edizione italiana da molti (me compresa) definita vergognosa, a partire dalle copertine fino ad arrivare a refusi ed errori vari.
Il piatto forte dell’incontro (il cui resoconto completo potete leggere qui) consisteva nel tête-à-tête con Sergio Altieri, che ha curato la traduzione italiana. Dopo averlo legato, imbavagliato e minacciato di gettarlo dall’alto della Barriera prima di darlo in pasto a Spettro, abbiamo potuto confrontarci, capire il perché delle sue scelte e dire la nostra.
Sì, anche sul cervo trasformato in unicorno.
Soprattutto sul cervo trasformato in unicorno.

Inoltre, dopo averci rassicurati sulle edizioni future, i refusi e gli spoiler in quarta di copertina quel tanto che bastava per rabbonirci e approfittare della nostra distrazione per slegare il povero Altieri, i responsabili ci hanno mostrato quelli che saranno i progetti futuri volti a far conoscere al grande pubblico italiano il resto dell’immensa opera di Martin (che si sta rivelando, e in Mondadori l’hanno finalmente capito, una gran bella gallina dalle uova d’oro), Cronache a parte.

Ebbene.
Come ho già avuto modo di dire, ho trovato l’iniziativa di Mondadori decisamente apprezzabile. Mettersi in gioco, chiedere il parere e il consiglio dei lettori, dimostrare umiltà e disponibilità, non è da tutti. E forse, diciamolo senza troppi peli sulla lingua, non è una cosa che ti aspetteresti da una casa editrice di questa mole.

Qualche giorno dopo il meeting, ci è stato chiesto di preparare un file con gli errori di cui eravamo a conoscenza. Lavoro gratis da parte nostra? Non siamo ingenui: a Mondadori ha fatto comodo il nostro intervento. Si trattava, però, di errori che (almeno per quello che mi riguarda) avevamo già segnalato. Il più stava nel raccoglierli e metterli in forma “presentabile”. In ogni caso sono certa che i testi siano comunque passati al vaglio di editor e redattori vari che avranno apportato ulteriori correzioni. Ulteriori rispetto a quelle segnalate da tutti noi, intendo. Diciamo che sono fiduciosa (e ottimista di natura).

Certo, sempre riprendendo il discorso che facevo su Finzioni, bisognerà vedere se le promesse verranno mantenute ma, per ora, non possiamo lamentarci. E lo dico perché proprio ieri pomeriggio ho ricevuto una e-mail contenente il resoconto di quanto effettuato finora. Inizio ad accennarvi qualcosa:

anzitutto, sono stati mandati in stampa e saranno disponibili in libreria, presumibilmente gli ultimissimi giorni di aprile, i seguenti volumi:

Il Trono di spade 3 (corrispondente all’originale A Storm of Swords in precedenza suddiviso, nell’edizione italiana, in Tempesta di spade, I fiumi della guerra e Il portale delle tenebre);

– il secondo volume in edizione deluxe “in pelle di drago”;

I fuochi di Valyria in edizione Oscar.

In tutti e tre i casi, ci informano da casa Mondadori, sono stati corretti, nel limite del possibile, gli errori e i refusi da noi segnalati.

Infine, prima dell’estate sono in arrivo, in un unico blocco, i primi tre volumi di Wild Cards: L’origine, L’invasione e L’assalto.
Da segnalare, in questo caso, sono le copertine: molto curate, tutta un’altra cosa rispetto a quelle delle Cronache in edizione Oscar.
Che diciamocelo, ho ancora gli incubi se ripenso a quella del Regno dei Lupi.
I Crociati. Brrrrr.


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Pensierini di fine giornata, tra letterine e necrologi

Letterina

Caro tassista,

tu che, per arrivare a Cadorna dall’Arena (Milano), mi hai fatto fare il giro dalla Triennale giusto per gustarti TUTTI i semafori (rossi).

Tu che, alle mie rimostranze e all’ennesima coda chilometrica all’ennesimo semaforo (rosso), te ne sei venuto fuori con «a quest’ora c’è casino da quella parte!». You don’t say!

Spero tanto che ti possa venire il cagotto mentre sei imbottigliato nel traffico.

Con affetto e stima,

*Quella che ha sborsato 15 euro per un viaggio da 7*

Necrologio

Era luminosa e discreta.
Nessuno come lei sapeva mantenere i segreti. Sapeva tutto di noi, conosceva ogni nostro dettaglio, eppure non osava turbare la nostra intimità.

Era calda. Solare, allegra. Faceva compagnia durante le ore più improbabili, illuminandoci con la sua grazia soffusa.
E lì, proprio tra una doccia e una lavata di faccia, oggi ci ha lasciato. Si è, ed è proprio il caso di dirlo, spenta.

Per sempre.

È dunque con immenso rammarico che annuncio la dipartita dell’ultima lampadina che ci era rimasta in bagno.
Possa riposare in pace nel paradiso dei faretti.

Là dove, finalmente, risplenderà di Luce Eterna.


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Di aggiornamenti, non morti e racconti fantasy

Nora Ainwen

Sì, lo so, lo so: sono imperdonabile.
Sono secoli che non aggiorno il blog. Chi mi segue altrove (Twitter e Finzioni in primis) sa che, tra una cosa e l’altra, sono un po’ presa (e ho poca voglia di scrivere post decenti, diciamola tutta).
C’è l’università, che sembra ‘na roba tipo La storia infinita ormai (ma senza Draghi della Fortuna, ohibò), visto che appena sono scesa sotto i dieci esami ho avuto una specie di blocco mistico.
C’è la mia famiglia, c’è #ilcaneArgo, che mi riempie le giornate.
C’è Finzioni, su cui scrivo due giorni a settimana più Bookatini e roba varia ed eventuale.
C’è il mio Cantastorie, che mi costringe a passare i w.e. a lavorare, ma senza il quale non saprei proprio come fare.

E c’è che m’è tornata la voglia di scrivere. Ma non i cavoli miei su un blog o recensioni o cose serie: storie, racconti.
Per cui, se vi piacciono il genere fantasy/avventura, i pirati, la magia, gli antichi dei della mitologia greco-romana, gli intrighi e i colpi di scena, ma soprattutto, se volete bacchettarmi per la mia scarsa conoscenza delle tecniche narrative, vi invito a dare un’occhiata qui: http://iventidieos.altervista.org.

In alternativa, se siete assidui lettori di fanfiction e iscritti al sito EFP, potete trovare La Rosa dei Venti (che è, appunto, il titolo del mio racconto/romanzo/work in progress) anche a questo indirizzo: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1666057.

O ancora, se volete seguire la storia come dei veri fanS e beccarvi spoiler, anticipazioni, avvisi, cosine carine varie ed eventuali, ecco la pagina facebook (http://www.facebook.com/pages/La-Rosa-dei-Venti-EFP/357094591068247) e il profilo twitter (@LaRosaDiEos).

Ecco.
Detto questo, Appunti di diritto (in)civile torna nel dimenticatoio per un altro po’, almeno fino a quando non avrò sconfitto un mostro cattivissimissimissimo che porta la macabra nomea di diritto amministrativo. O forse no. Magari ci sentiamo domani.

Baci, abbracci e cotillons!


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Concorso letterario: Donne, parole che lasciano il segno

Photo credit: reverendtimothy

(Articolo originariamente pubblicato su Finzioni)

Se siete donne, vivete in Italia e avete avuto, vostro malgrado, esperienza di violenza diretta o indiretta nelle sue innumerevoli forme, sappiate che l’Associazione Mafalda-VocidiDONNE, in collaborazione con le Associazioni NON SEI SOLA e Donne Nuove, ha indetto il Concorso letterario nazionale Donne, parole che lasciano il segno rivolto, come si diceva poco sopra, alle donne che hanno avuto esperienza di violenza diretta o indiretta, in ogni sua forma, per offrire alle stesse un’opportunità di espressione e condivisione.

Il concorso, gratuito, si articola in due sezioni:

A. Racconti brevi (fino a un massimo di n. 10 fogli A4 carattere 12);

B. Poesie (fino a un massimo di tre composte da non più di 36 righe).

Ogni autrice potrà inviare opere per una sola delle due categorie purché non siano già state premiate o segnalate in altri concorsi.

Vista la delicatezza dell’argomento trattato è prevista la possibilità, per le donne che lo desiderano, di partecipare utilizzando uno pseudonimo o richiedendo l’anonimato.

Le opere possono essere inviate a VocidiDONNE sia in formato cartaceo sia in formato elettronico, entro le ore 24 del 10 dicembre 2012.

Ogni sezione vedrà tre vincitori che riceveranno:

Sezione A.

1° classificato: assegno di € 300

2° classificato: assegno di € 200

3° classificato: assegno di € 100

Sezione B.

1° classificato: assegno di € 300

2° classificato: assegno di € 200

3° classificato: assegno di € 100

Inoltre, è prevista la pubblicazione delle prime 20 poesie e dei primi 10 racconti brevi, mentre tutte le opere non vincitrici verranno rese disponibili sul sito dell’Associazione (previa autorizzazione esplicita dell’autrice) ed entreranno così a far parte della raccolta di testimonianze che il concorso mira a raccogliere e diffondere.

La cerimonia di premiazione si terrà a Biella l’8 marzo 2013.

Per ogni ulteriore informazione vi invito a consultare il sito dell’Associazione VocidiDONNE, dal quale potrete scaricare il bando completo del concorso, o a scrivere all’indirizzo e-mail: mafaldavocididonne@gmail.com.


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Anche gli incivili cucinano: ragnetti di Halloween (senza lattosio)

Photo credit: Giallo Zafferano

Sto ancora decidendo se riaprire ufficialmente il blog o meno. Il fatto è che non sono sicura di riuscire ad aggiornarlo con una costanza degna di questo nome a causa di impegni vari ed eventuali. Inoltre twitter mi ha reso pigra, ché 140 caratteri sono più facili da scrivere rispetto a un post come si deve.

Comunque.

Tutto ciò non mi impedisce, nel frattempo, di condividere con voi una ricettina facile e veloce dedicata ad Halloween, vale a dire i ragnetti di cioccolato, ottimi se stasera vi tocca una festa a tema e non avete ancora fatto in tempo a preparare nulla.

Non si tratta di una mia invenzione, sia chiaro. Il web è pieno di ricette simili. Tuttavia, poiché tra me e Mr. Lattosio continua ad esserci maretta, ho dovuto apportare un po’ di modifiche. Quello che troverete di seguito è il risultato realizzato con ingredienti lactose-free.

Per chi avesse dubbi sulla bontà della riuscita, posso assicurare (o meglio, possono assicurarlo il Cantastorie e tutti coloro che hanno avuto modo di assaggiare il tutto) che la mancanza di lattosio non influisce per nulla sul gusto.

Per chi, fortunello, non ha litigato col lattosio, è ovvio che gli ingredienti rimangono quelli tradizionali (quindi burro invece della margarina e normali biscotti secchi invece dei Privolat; la quantità non cambia).

Ma bando alle ciance, cominciamo:

Ingredienti per l’impasto (la ricetta di base, che io ho modificato, è quella del salame di cioccolato di Giallo Zafferano, se ne ricavano una trentina di ragnetti – dipende dalle dimensioni dei singoli ragni):

  • Biscotti secchi senza lattosio (tipo Privolat): 300 g
  • Margarina Vallè (non contiene lattosio): 150 g
  • Cioccolato fondente (assicuratevi che la marca prescelta non contenga latte): 200 g
  • Rum: 2 cucchiai
  • Uova: 2
  • Zucchero: 100 grammi

 

Ingredienti per la decorazione:

  • Rotelle di liquirizia (anche qui, occhio agli ingredienti delle singole marche)
  • Sfere di zucchero color argento
  • Farina di cocco/codette di cioccolato/codette multicolore/cacao in polvere

 

Procedimento:

Sbriciolate i biscotti secchi in una ciotola capiente.

Fate ammorbidire la margarina nel microonde (o, semplicemente, tenetela fuori dal frigo una mezzoretta) e sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria, girando di frequente. Una volta che il cioccolato si sarà sciolto, vi raccomando di togliere il pentolino dal fornello (anche se spento) per evitare che il cioccolato si bruci (e diventi amarisssssimo). Lasciate raffreddare.

Nel frattempo, in una terrina lavorate la margarina a crema, aggiungendo pian piano lo zucchero, le uova, il rum e il cioccolato raffreddato. Amalgamate bene il composto ottenuto e unitelo ai biscotti sbriciolati. Io unisco anche una manciata di farina di cocco sia per dare sapore sia per regolare la consistenza. Mescolate il tutto.

A questo punto, è arrivato il momento di sporcarsi le mani (per la gioia dei vostri bimbi… ma anche vostra, ammettetelo). Yeeeeh! Create dall’impasto una serie di palline del diametro di 2-3 cm (ma potete anche farle più grandi, volendo): costituiranno il corpo dei vostri ragnetti.

Potete quindi procedere a decorare le palline: passatele nel cacao in polvere o nelle codette al cioccolato per ottenere un effetto realistico. In alternativa, potete creare dei ragnetti un po’ atipici passando le palline nella farina di cocco o nelle codette colorate.

Per creare gli occhietti, usate le sferette di zucchero color argento (in alternativa, sui ragnetti più chiari, potreste usare dei chicchi di caffè o delle scagliette di cioccolato).

Mancano le zampe, ma ci penseremo dopo: ora i vostri ragni devono diventare un po’ più solidi. Metteteli dunque in frigo, coperti, finché non si saranno induriti (tre-quattro ore).

Nel frattempo potrete creare le zampette: prendete le rotelle di liquirizia, srotolatele e ricavate dei pezzetti di un paio di centimetri (regolatevi in base alla grandezza delle palline fatte prima). Tutto qui.

Una volta che il corpo dei ragnetti sarà diventato meno molliccio, potrete attaccare le zampe con delicatezza, aiutandovi se necessario con uno stuzzicadenti.

Non mi resta che augurarvi felice Halloween!


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Sono tornata. Forse.

«Argo, vieni?»
«Signora, sono in ronda-anti-gatto, Signora!»
«Sì, ok. Vieni?»
«Signora, solo dopo aver controllato il perimetro Nord, Signora!»
«Dai, vieni che ti do un biscot…»

[l’ignara sedicente “padrona” viene investita da un missile terra-aria]

«Argo! Ma dove… Argo?»
«Capo sono in casa! Muoviti, su, veloce! VIENI QUI!»
«…»

(per saperne di più, seguite #ilCaneArgo su Twitter)

(Forse torno tra voi. Ma forse, eh. Devo ancora decidere.)