Appunti di diritto (in)civile.

Bibliotecaria mancata. Studentessa quando capita. Giurista in divenire.


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5 buone ragioni per guardare Dracula, nonostante tutto

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Geomagnetismo. Ordine del Drago. Cacciatrici improbabili. Un Van Helsing che boh. Veggenti drogati. Guerra del petrolio.
Ce la stanno mettendo proprio tutta, quelli della NBC, per rovinare (anzi, per non far neppure partire come si deve) la nuova serie dedicata a Dracula.

Eppure, ecco qui 5 buone ragioni per guardarla comunque:

1) c’è Jonathan Rhys Meyers;
2) c’è Katie McGrath;
3) c’è Jonathan Rhys Meyers;
4) la storia d’amore tra Dracula e Mina, come la giri giri, rimane comunque una delle storie d’amore più belle di sempre («I have crossed oceans of time to find you…» grazie F.F. Coppola);
5) forse non ve l’ho detto, ma c’è Jonathan Rhys Meyers.

Poi, se tutto ciò non bastasse, c’è Jonathan Rhys Meyers.
Buttalo via.

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I figli della “vecchia generazione”.

Prima pagina del Corriere della Sera On-line di oggi, titolone: Video con la compagne di classe, il mercato proibito su Internet.

Smaltita la prima reazione del tipo: “MA VA?!?!?! Ma pensa te, che scoop il Corriere! ‘spetta che lo faccio presente a quelli del Pulitzer!” ho iniziato a pensarci su. E ad innervosirmi alquanto.
Perché personalmente non condivido quello che fanno i ragazzini in questione. Anzi. In un primissimo momento è venuto anche a me da dire “ah, queste nuove generazioni! Dove andremo a finire?”
La prima, acida e istintiva reazione, è quasi sempre questa, bando alle ipocrisie. Il vecchio, il nostro stile è perfetto. Il nuovo fa schifo. Punto. Fine della discussione (che poi io di anni ne ho 24, intendiamoci, non è che sia proprio lontanissima da questa fantomatica nuova generazione – echioseràdireilcontrariodovràvederselaconmeperchéiosonoccciofane).
Poi, però, se si ha un minimo di cervello, si comincia a riflettere.

Perché i ragazzini si comportano così?
Se li sono inventati questi comportamenti? Vengono istintivi? O forse sono il prodotto di quello che li circonda, dell’ambiente in cui vivono, dell’educazione che ricevono?
La conferma ce l’hai se accendi la tv. A qualsiasi orario. E non parlo solo delle pubblicità, no no. Mai provato a sintonizzarvi su Italia 1 verso le 12.30? C’è Studio Aperto. I primi dieci minuti, di solito e se davvero non possono farne a meno, li dedicano a Yara, Sarah Scazzi, Melania e così via. O a buttar fango sui giovani sovversivi di sinistra che usano un terribile strumento demoniaco chiamato Twitter per lanciare invettive violente contro un certo povero martire di nostra conoscenza. Gli ulteriori venti minuti sono dedicati a servizi acculturatissimi come “Studi scientifici hanno dimostrato che le donne col seno rifatto e le labbra carnose piacciono di più agli uomini” (giuro che il servizio esiste veramente; forse il titolo è diverso, ma la sostanza è questa) o “Guarda la velina, che l’han beccata a prendere il sole tutta ignuda!” oppure, ancora, “Ecco a voi, in anteprima, gli scatti del nuovo calendario super sexy di Tizia!“.
Con tutte le immagini, naturalmente.

Alle 12.30.

Poi esci di casa. Toh, guarda che bella gnocca sul cartellone pubblicitario!
Leggi il giornale: chissà chi sarà rimasto coinvolto nell’ultimo scandalo politico a sfondo sessuale! Andiamo a vedere! O, guarda questa qui! E’ diventata Ministro/Consigliere/Pezzo grosso di un’azienda perché l’ha data via. Ed è stato beccato un video su You Tube in cui…

E allora mi fanno ridere i giornalisti che demonizzano (o trattano da deficienti) questi giovincelli depravati. E mi fa ridere chi commenta inneggiando a una vecchia generazione perfetta e idilliaca in cui nessuno si sarebbe mai sognato di comportarsi in questo modo scandaloso. Perché questi giovani d’oggi, insomma, bisognerebbe mandarli nei campi militari! E le ragazze a far da infermiere nelle case di riposo! (Commento reale all’articolo di cui sopra).

E proprio a queste generazioni così morigerate pongo la mia domanda: ma l’Italia, anzi, il mondo così com’è oggi, chi l’ha creato? Chi l’ha creata questa società basata sulla (s)mercificazione del corpo femminile?
L’ha creata il ragazzino di 15 anni che oggi considera le compagne di classe come oggetti? La ragazzina che vende il suo corpo per le ricariche telefoniche perché “tanto è normale e oggi si fa così”? Si sono educati da soli questi terribili giovani? Non hanno, forse, preso esempio da chi avrebbe dovuto educarli?
E allora di chi è la colpa? Dei ragazzini che si sono rimbambiti e non sanno più rispettare i genitori e le loro regole o, magari eh, dei genitori che non sanno trasmettere buoni valori ai figli? Oppure dei genitori dei genitori (scusate la ripetizione) che non hanno saputo insegnare a questi ultimi a fare il loro mestiere?

Perché va bene il conflitto generazionale, ma ora un po’ si esagera.


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Prostitute e libri al bando: negare l’evidenza.

Sono sparita, è vero. E me ne scuso.
In realtà sono giorni che cogito. Cerco qualcosa da dire che non comprenda maledizioni e parolacce. Con risultati assai scarsi.

Da Essere pensante mi rifiuto di credere che la gente sia ancora disposta a farsi prendere in giro da un vecchietto palesemente fuori di testa e fuori controllo.
Da giurista prenderei il suddetto a calci nel deretano.
Da donna mi vergogno di quelle ragazze (alcune mie coetanee) che sono disposte a svendere la propria dignità per un appartamento e qualche gioiello.

La famosa Ruby ora ha dichiarato di essere stata violentata da due zii quando aveva 9 anni. Poverina. Guarda caso dopo che, dalla intercettazioni, risulta che il piano fosse proprio quello di passare per malata/matta/poveretta. Almeno, visto che  li hanno già beccati, mi aspettavo cambiassero tattica.

Comunque, sarò cattiva ma mi rifiuto di crederle. Proprio perché ho direttamente a che fare con donne che subiscono davvero violenza, reputo questa farsa un insulto ancora più grande alla dignità di ogni donna e all’intelligenza degli Italiani.
Senza contare l’altra, Began, che accusa i pm di averla quasi costretta a firmare un verbale contro Berlusconi. E lei che, strenuamente, ha resistito lottando con le unghie e con i denti. Mapperfavore!

Vorrei fare dell’ironia, ma davvero non riesco. Sono amareggiata e delusa. E stanca. Stanchissima.
Ma soprattutto incredula: come può, gran parte della popolazione, cascare ancora in questi giochetti? Come si fa a credere ancora a Berlusconi? Come?

Il massimo è sentire chi dice che è violazione della privacy, quella dei magistrati. Che Berlusconi, in casa sua, fa quello che vuole.
Ma cosa state dicendo, emerita massa di idioti?
Favorire la prostituzione è un REATO!
Pagare una donna per ottenere prestazioni sessuali è ILLEGALE!
Chiamare in Questura abusando dei propri poteri si chiama CONCUSSIONE, è una fattispecie PENALE!

Sveglia gente!

E sveglia donne, soprattutto! Come potete non indignarvi nel vedere quella massa di ragazzine vestite di firme e gioielli sfilare di fronte alle telecamere fuori dalla casa chiusa di Via Olgettina, accusando la stampa e i giudici di aver rovinato la loro CARRIERA?

Ormai l’Italia sembra un teatrino. Anzi. Sembra il Bagaglino, nulla di più, nulla di meno.
Sono indignata. Esterrefatta. E mi viene da piangere leggendo e ascoltando le parole di quelli che, evidentemente con un paio di fette di salame sugli occhi e tappi di cerume nelle orecchie, ancora difendono a spada tratta il loro re e la schiera di cortigiani e cortigiane che si trascina dietro.

Ah, quasi dimenticavo: dulcis in fundo, in Veneto si mettono all’indice i “libri proibiti”.
Sarà di sicuro colpa della solita magistratura di sinistra.


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Momento XFactor: incontro ravvicinato con una fan della Tatangelo.

Riporto qui di seguito il mio commento all’ultimo post diegozilliano, conscia del fatto che si tratta di un’esperienza troppo traumatica e al contempo significativa per non inserirla tra le mie inciviltà.

Due sabati fa.

Entro in fumetteria col moroso.

Una stazione radio di cui, per scelta, ignoro il nome, fa risuonare “Essere una donna” by Anna Tatangelo.

Tra le mie mani Sandman vomita dal disgusto. Un peluche di Scrat minaccia di gettarsi da una mensola per la disperazione.

Una volta alla cassa, lanciando un’occhiata di puro terrore allo stereo, mi lascio sfuggire: “certo che era una vita che non sentivo la Tatangelo in radio. Stanno tentando di rilanciarla con l’unica canzone che ha avuto successo visto che come giudice fa pena?”

Ricevo dalla fumettaia uno di quegli sguardi che la Tatta è solita dedicare a Nevruz. Un misto tra quando la persona è niente l’offesa è zerohovintosanremoaquincicianni: “ma cosa diiiiiciiii??? E’ l’unica che ne capisce qualcosa là dentro! E la passano sempre in radio! E’ bravissssssima, famosisssssima, simpaticisssssima e io qui ho tutti i suoi cd!”

Li tira fuori da sotto al bancone. Me li sbatte davanti con le fiamme negli occhi, pronta ad azzannarmi al collo.

Io guardo Sandman. Sandman guarda Scrat. Scrat guarda la sua ghianda, ‘ché ormai la Tatta ha finito di lamentarsi in radio.

Ma proprio io dovevo incontrare l’unica fan della Tatta?

Uff.

 


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Il contraddittorio e la grammatica italiana: questi sconosciuti.

All’alba del giorno successivo alla messa in onda del servizio di Report sull’inchiesta relativa alle ville possedute dal nostro Presidente del Consiglio ad Antigua, così intitola Libero-news.it nel bel mezzo della sua prima pagina:

Report segugio anti-Cav: “Proprietà alle Antille” Ghedini: “Tutto in regola”
Milena Gabanelli manda in onda un’inchiesta senza contraddittorio sull’acquisto di quattro acri del Nonsuch Bay. I legali di Berlusconi: notizie diffamatorie, non c’è reato.

Della notizia in sé non commento, almeno per ora, tuttavia mi vorrei soffermare su una particolare espressione: inchiesta senza contraddittorio. Indipendentemente da Libero, Report e l’altra trasmissione pseudo-giornalistica il cui video inserirò qui di seguito, a quanto pare le espressioni “inchiesta senza contraddittorio” e “giornalista”, possono assumere significati diversi a seconda dell’autore, della rete relevisiva/testata giornalistica autrice dello scoop e del soggetto dell’inchiesta/del servizio stesso.

Un esempio? Entrambi i video qui di seguito riportano un servizio televisivo di stampo (almeno negli intenti dei rispettivi autori) giornalistico/d’inchiesta. Entrambi i servizi sono stati commentati da Libero. Il primo al link sopra riportato, il secondo qui. Secondo Libero solo uno di questi servizi è stato girato con l’intento palese di denigrare una persona e il suo operato.

Secondo voi quale?

Il servizio di Report (ieri sera):

O il servizio sul giudice Mesiano andato in onda su Mattino 5 qualche tempo fa?

Non trovo contraddittorio in nessuno dei due. A prescindere dal fatto che 1) la vedo dura dare inizio a un’inchiesta inserendo nel servizio di denuncia un contraddittorio propriamente detto; 2) nel servizio di Report ci han pure provato a chiedere spiegazioni a qualcuno, ma ha risposto, tu guarda un po’!, l’autista; 3) il servizio si conclude proprio con una richiesta di spiegazioni, quindi sì, il contraddittorio viene ricercato, ognuno può dire la sua (tanto che Ghedini l’ha detta già prima che la trasmissione andasse in onda).

Però se proprio vogliamo chiamare in causa il contraddittorio evitiamo di contraddirci da soli. Un po’ di coerenza perdiana! Essù!

P.s. Caro giornalista di Libero che hai deciso di scrivere questo sensazionale pezzo sul servizio di Report, studiamo un po’ di italiano. Guarda qui come inizi il tuo articolo: “Chi di casa ferisce di casa… Dando il là a una controffensiva “edilizia” al Montecarlo-gate in cui è coinvolto il presidente della Camera Gianfranco Fini…”

Dare il la si scrive senza accento, perché LA è da intendersi in tale espressione in quanto nota musicale (il la è la nota che si dà per accordare gli strumenti e dare quindi inizio alla musica, qui in senso figurato per intendere “dare inizio a qualcosa”) e non come avverbio di luogo. Che erroraccio!


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“Giornalisti” INcivili. Il caso Sarah Scazzi.

Sto per spegnere il mac e andare a nanna. Ma prima, mi dico, vediamo che c’è di nuovo: facciamo una capatina su Twitter. E qui inizio a vedere una sfilza di tweets contenenti le parole “Chi l’ha visto” e “vergogna”.

Al che do una controllata in giro e cosa ti vado a scoprire?

Che quei dementi di Chi l’ha visto, appresa in diretta la notizia della confessione dello zio di Sarah Scazzi, la quindicenne pugliese scomparsa ad agosto, secondo cui il corpo della ragazzina si troverebbe in un pozzo (come più o meno tutti, purtroppo, ormai ci aspettavamo), hanno avuto la bella idea di rendere partecipe della notizia la madre di Sarah, in collegamento dalla casa dello zio reo confesso.

Attualmente, secondo quanto dicono i quotidiani, il corpo non sarebbe ancora stato trovato, ma gli agenti lo stanno cercando nelle campagne tra Avetrana e Nardò. Dovrebbe trovarsi, stando alla confessione dello zio, (Michele Misseri) in un pozzo o in un casolare, luogo in cui l’uomo avrebbe lasciato la nipote dopo aver abusato di lei nella cantina di casa sua prima di strangolarla.

E la gente ha avuto anche il coraggio di lamentarsi perché l’atteggiamento di quella povera donna, che si è sentita dire “suo cognato ha confessato: ha ucciso sua figlia e ora si sta cercando il corpo” è stato freddo. Ma scherziamo? Bisognerebbe indignarsi. Null’altro.

Perché questo non è “diritto di cronaca”. Questo è speculare sul dolore altrui. E ogni volta è sempre la stessa storia.

E’ stato così per Tommy, quando si diceva di tutto e di più sui genitori.

E’ stato così per il terremoto in Abruzzo, quando si andavano a filmare con le telecamere le persone in lacrime. E quando si davano al Tg1 le notizie sullo share raggiunto grazie alle loro edizioni speciali sul sisma.

E’ stato così anche stasera. E non oso nemmeno immaginare come sarà domani.

Quando invece ci sarebbe bisogno solo di silenzio. E rispetto per il dolore di una madre.

Chi l’ha visto, vergogna.

 

[Aggiornamento (10.30): “Prima ho strangolato Sarah, poi l’ho spogliata e violentata”, queste le parole di Michele Misseri. Attorno alle 2 di questa notte il corpo della quindicenne è stato ritrovato in un pozzo, coperto d’acqua e pietre, in posizione fetale. La svolta sarebbe giunta grazia a un’intercettazione ambientale: “Tanto lo so che l’ha presa lui…” ha detto in lacrime Sabrina Misseri (la cugina di Sarah che l’aspettava, il 26 agosto, per andare al mare) alla madre.]


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Anch’io ogni tanto spengo il cervello: XFactor italiano vs XFactor inglese.

Stasera ho voglia di darmi alle frivolezze e alla tv spazzatura. Capita anche a me, fatevene una ragione.

Fa piacere vedere che non sono solo gli Italiani a farsi riconoscere. Almeno per quanto riguarda la pessima tv e i litigi montati ad hoc.

Stasera ricomincia XFactor e, ormai, ha fatto il giro del web la storia della rissa sfiorata fra Tatangelo e Milly D’Abbraccio:

C’è da dire che, nel remoto caso in cui la scena non sia stata preparata solo a scopo pubblicitario, la Tatangelo sarà anche, a detta di tutti, raccomandata/antipatica/supponente/etc., ma dal filmato ne esce da Signora con tanto di battuta sempre pronta.

Ad ogni modo, per tornare al discorso iniziale, se da noi sono volate solo parole, in Inghilterra sono volati addirittura i pugni:

Le due fanciulle protagoniste del video, amiche per la pelle da pessempreforever, prima hanno zittito il pubblico con un signorilissimo “Shut Up!“, poi si sono messe a ragliare cantare concludendo con un bel “Che comunque, alla fine della fiera, del vostro giudizio non ce ne frega nulla gnegnegne“, fino ad arrivare a domandare, con fare superiore, a Natalie Imbruglia “E tu chi saresti?”.

Ma l’apice è stato di sicuro raggiunto quando una delle due, scioccata per la reazione dell’amica di fronte alla Imbruglia, ha deciso di fargliela pagare mollandole un gancio destro di tutto rispetto.

Son soddisfazioni, eh. Vedere che una tv straniera fa più schifo di quella italiana (non che io abbia mai avuto grande fiducia nella tv inglese, intendiamoci).

Chissà. Magari anche i nostri decideranno alla fine di non essere da meno. Di prendere spunto.

Me le vedo già, Maionchi e Tatangelo a far la lotta nel fango.

Forza Mara!