Appunti di diritto (in)civile.

Bibliotecaria mancata. Studentessa quando capita. Giurista in divenire.


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5 buone ragioni per guardare Dracula, nonostante tutto

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Geomagnetismo. Ordine del Drago. Cacciatrici improbabili. Un Van Helsing che boh. Veggenti drogati. Guerra del petrolio.
Ce la stanno mettendo proprio tutta, quelli della NBC, per rovinare (anzi, per non far neppure partire come si deve) la nuova serie dedicata a Dracula.

Eppure, ecco qui 5 buone ragioni per guardarla comunque:

1) c’è Jonathan Rhys Meyers;
2) c’è Katie McGrath;
3) c’è Jonathan Rhys Meyers;
4) la storia d’amore tra Dracula e Mina, come la giri giri, rimane comunque una delle storie d’amore più belle di sempre («I have crossed oceans of time to find you…» grazie F.F. Coppola);
5) forse non ve l’ho detto, ma c’è Jonathan Rhys Meyers.

Poi, se tutto ciò non bastasse, c’è Jonathan Rhys Meyers.
Buttalo via.


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Aiuto! La Disney compra Game Of Thrones!

Ebbene sì. Dopo Star Wars, anche Game of Thrones finisce nelle avide mani di Topolino. Lutto in casa HBO, dove l’improvvisa decisione di G.R.R. Martin ha provocato scene di panico. Tra l’altro, l’autore ha appena firmato un contratto con l’emittente televisiva quindi si prospetta una guerra legale senza esclusione di colpi.

Ma vediamo quali sono i risultati di questo fulmine a ciel sereno. Qui di seguito trovate, in esclusiva, una delle primissime scene girate dalla Disney che, a quanto pare, ha deciso di puntare sulla tradizione.

{ Dopo Dany canterina non c’è bisogno di dirvi che scherzavo, vero? }


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Boris, Il Film – Trailer.

GENIO! CA-PO-LA-VO-RO! Insomma, poche storie: ci troviamo sicuramente di fronte al Roberto Saviano dei film comici tratti da serie tv.


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Proteggi il tuo computer da Mitch di Baywatch!

Io odio Norton, però c’è da dire che la nuova campagna pubblicitaria è semplicemente meravigliosa.

E se invece osassimo condannare il piccolo unicorno e il suo arcobaleno a una brutta fine?

Ma il migliore rimane lui:

Nessuno scompiglia i capelli a Mitch di Baywatch.

NESSUNO.


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Scoperto il plagio della Meyer.

La Meyer non l’ho mai sopportata. E non solo perché scrive da cani ed è la regina del deus ex machina. No.

Non solo perché i suoi personaggi sono vuoti e privi si spessore. No, no.

La detesto soprattutto perché ha attinto a piene mani (e impunemente) dalla letteratura che l’ha preceduta.

Stoker, Rice per citare i più famosi. Ha fatto incetta perfino nei Diari del Vampiro della Smith, il che significa non avere pudore, vista la bassa qualità del materiale.

Ma fin qui potevo anche sopportare.

Quello che proprio non riesco a mandare giù è la fonte da cui, sono ormai certa, ha preso l’idea del vampiro vegetariano:

Stephenie Meyer, ti ho smascherata!

Questa volta non la passerai liscia.


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Pensieri sparsi.

Ok. E’ troppo tempo che non aggiorno il blog. Decisamente troppo.

E’ che sono stata un tantino impegnata a preparare giusto un paio di esami (criminologia, diritto del lavoro e procedura civile) e l’aggiornamento del blog è dovuto passare per forza in secondo piano. Alla fine, dopo aver dato 2 esami e mezzo su 3 (non perché non fossi pronta, piuttosto perché ho, come si dice in gergo, conigliato procedura civile causa fifa), sono qui ad annegare nel caldo agognando gli unici tre giorni di mare che io e il Cantastorie abbiamo deciso di concederci quest’anno.

Dopo tante, forse troppe idee, abbiamo optato per una meta vicina e tranquilla per godere a pieno di tre giorni di spiaggia no-stop: Zoagli. Il B&B pare carino, la gestione, ehm… un po’ matta ma simpatica. Non ci rimane che sperare.

Quanto al resto, volevo scrivere qualcosa di particolarmente intelligente/interessante/utile, ma a quanto pare non sono in giornata.

Ho addirittura spulciato i quotidiani on-line, ma a parte qualche sparata di Silvio, i soliti indagati, le solite foto di veline/calciatori, insomma… a parte la solita, triste Italia, non ho trovato nulla di interessante. O comunque nulla di cui avessi voglia di parlare senza farmi venire un embolo.

Sarà il caldo, sarà la stanchezza, ma ultimamente ho adottato la politica del “vivi e lascia vivere”. E mi piace, anche se so che, a breve, dovrò abbandonarla e ritornare ad interessarmi di quello che mi circonda. Vita politica compresa.

Perciò, ciancio alle bande, ecco a voi, nell’ordine, l’ultimo film che ho visto al cinema (uno dei meravigliosi filmati di presentazione, a dire il vero) e il prossimo che vedrò:

e

A proposito di quest’ultimo video, il prossimo post -con tutta probabilità- sarà dedicato al telefilm “Roma”, in cui James Purefoy (qui Solomon Kane) interpreta un meraviglioso Marco Antonio.

Stay tuned!


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Il diario del Vampiro, Il risveglio [rece].

“… Lo sconosciuto era in piedi, e la sorreggeva.
Elena si appoggiò a lui, sentendo quelle dita fredde sul primo bottone della sua camicetta,
sulla gola. –Per favore, no…
Va tutto bene. Vedrai. Le scostò la camicetta dal collo, posandole l’altra mano dietro alla testa…”

E’ tornata alla ribalta grazie alla serie televisiva lanciata dall’emittente americana CW (trasmessa in Italia, attualmente, su Mya) Vampire Diaries, la saga de Il Diario del Vampiro con tanto di copertina ad effetto e bordatura delle pagine rosso sangue. E quest’ultimo virtuosismo la Newton Compton se lo poteva anche risparmiare, almeno a mio parere.
Ad ogni modo, dopo mesi di prenotazione in biblioteca ieri, finalmente, ho avuto tra le mani il primo libro della suddetta saga: Il risveglio.

Che dire? E’ una storia per adolescenti e come tale va letta e analizzata. Senza troppe pretese.

La trama, in breve, è questa: Elena Gilbert, bellissima e invidiata reginetta del suo liceo, orfana di entrambi i genitori, si trova in breve a essere contesa tra Stefan e Damon. E fin qui nulla di strano, non fosse che i due ragazzi in questione sono due vampiri e sono fratelli. Stefan ha rinunciato a bere sangue umano e, di conseguenza, alla maggior parte dei suoi Poteri, Damon, invece, è un soggetto oscuro e temibile, deciso a far pagare al fratello la morte della donna che entrambi amavano, Katherine, la dolce e fragile vampira che ha trasformato entrambi, incapace di scegliere chi dei due sposare.
Ed è proprio l’incredibile somiglianza tra Elena e Katherine a spingere entrambi ad amarla, ognuno a suo modo.
Il finale… non c’è. Il libro è come troncato a metà per spingere il lettore ad attendere con ansia l’arrivo del secondo romanzo della saga (La lotta).
Mi correggo: con curiosità. Ansia è esagerato, decisamente.
Lo stile dell’autrice, Lisa Jane Smith, è semplice, a volte fin troppo, complice una traduzione italiana non delle migliori. La caratterizzazione dei personaggi è appena sufficiente: nessuno di essi è ben definito, nemmeno la protagonista, a voler ben vedere. E’ un libro che scorre via rapidamente lasciando un po’ di perplessità e di vuoto. Un libro banale.

Però. Però questa banalità, forse, è in parte apparente. E’ una storia che ci sa di già sentito, di trito e ritrito.
E’ interessante notare, in proposito, come questo romanzo, in fin dei conti senza infamia né lode, si sia rivelato una miniera d’oro per la famosissima S. Meyer, la “mamma” di Twilight e compagnia cantante (N.B.: Il Diario del Vampiro è stato pubblicato per la prima volta, in lingua originale, nel 1991, ben prima della saga della Meyer).
Qualche esempio:
1) Vampiro “vegetariano”, bello, affascinante e d’animo buono? Presente! (E in questo caso Anne Rice insegna a entrambe le autrici).
2) Vampiro buono attratto irresistibilmente dalla bella protagonista e dai suoi pensieri? Presente!
3) Vampiro buono che affronta una lotta interiore per evitare di mangiarsi la bella protagonista di cui si è ormai perdutamente innamorato? Presente!
4) Lettura della mente? Presente!
E potrei continuare.

Chi, avendo guardato il telefilm, si aspetta di trovare nei romanzi la stessa tensione e lo stesso approfondimento psicologico di ogni personaggio (e magari qualche gradito spoiler) è destinato a rimanere deluso.
Gli sceneggiatori hanno stravolto la storia inserendo personaggi nuovi (il fratello adolescente di Elena, per esempio, che nei romanzi non esiste ed è, anzi, sostituito da una sorellina di quattro anni) e cambiando la sostanza di personaggi già presenti nel romanzo (la bionda Caroline, giusto per fare un esempio).
La stessa Elena è completamente diversa: bella, intelligente e ammirata, sì, ma non antipatica e frivola reginetta della scuola mangia-uomini come invece è nel romanzo. Il che la rende molto più interessante.
Un’analisi a parte andrebbe infine riservata al personaggio di Damon che, almeno per quel che riguarda il paragone con la sua presenza ne Il risveglio, è stato sviluppato in modo notevole e intrigante: è presente fin dalle prime puntate (nel libro appare effettivamente solo negli ultimi capitoli, mentre nei primi ci si limita a intuirne l’inquietante presenza) e si rivela uno dei migliori “cattivi” che io abbia mai visto in una serie tv, con un approfondimento psicologico e una verve degni di lode. Un plauso agli sceneggiatori è d’obbligo (e uno anche al bell’attore, va, già che ci siamo).

Leggerò il resto della serie? Proverò il secondo volume, per curiosità, ma non garantisco di arrivare fino alla fine a meno di non trovare significativi miglioramenti.

Un libro da leggere per staccare il cervello. Nulla di più. Nulla di meno.

L’AUTRICE

Lisa Jane Smith è una scrittrice americana. Laureata all’università di Santa Barbara in arti liberali e insegnante di sostegno presso una scuola elementare, ha poi deciso di dedicarsi esclusivamente alla scrittura. In Italia ha esordito con la casa editrice Newton Compton.

La Serie I diari del Vampiro è composta dai seguenti romanzi:

1) Il risveglio.
2) La lotta.
3) La furia.
4) La messa nera.
5) Il ritorno.
6) Scende la notte.

E per finire, giusto per far contente le fanciulle di passaggio e regalar loro due gradevoli minuti da trascorrere in contemplazione…

Stefan (in primo piano) e Damon (in secondo piano) nella serie della CW.