Appunti di diritto (in)civile.

Bibliotecaria mancata. Studentessa quando capita. Giurista in divenire.

George R.R. Martin e il Fantasy ital… ehm… americano

2 commenti

«Ci sono due cose che mi infastidiscono davvero nei fantasy e che evito. La prima è una descrizione molto superficiale della società medievale, la seconda l´eccessiva semplificazione del bene e del male. L´85 per cento dei fantasy si svolge nel Medio Evo, con descrizioni banali che tradiscono la totale ignoranza delle reali dinamiche di questa società. Nella maggior parte dei casi re, principesse e cavalieri dei fantasy vivono nel Medio Evo ma pensano come americani contemporanei. Ho espresso la mia ammirazione per Tolkien, ma alcune delle cose che ha fatto nelle mani di imitatori minori sono diventate cliché. L´esempio più eclatante è il personaggio del “signore del male” un cattivo assoluto, circondato da altri malvagi brutti e deprecabili, espressioni di un determinismo foriero di semplificazioni razziste. Il mondo è molto più complicato di così, non è soltanto in bianco e nero, per cui cerco di usare tutte le sfumature del grigio e dare ai lettori l´intero resoconto dei conflitti tra esseri umani».

George R.R.Martin, su Repubblica di ieri. Lui non lo sa, ma ha descritto perfettamente un’osannata autrice nostrana di fantasy. Chissà chi…

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2 thoughts on “George R.R. Martin e il Fantasy ital… ehm… americano

  1. Io non conosco il genere, non mi piace molto, però mi hai incuriosito, dicci chi è questa autrice!

  2. Per quanto mi riguarda inizia con L e finisce con Troisi ^^. Però devo dissentire su alcune cose è vero il fantasy talvolta non centra assolutamente niente con il medioevo e i personaggi sono completamente decontestualizzati ed illogici, ma non è un caso, sebbene da buon ingegnere mi piacciano le coerenze storiche, e di qualsiasi altro genere, ancora meglio se aggiungono complessità e curiosità al racconto, apprezzo comunque le varie cronache.
    In primis per orgoglio nazionale ho letto il primo delle guerre; il secondo per vedere come andava a finire e perché sebbene era scritto veramente MALE, la storia era piacevole, poi uno ha tirato l’altro.
    Conclusioni: il libro continua ad essere scritto decisamente male italianizzando uno stile americano di fantasy scadenti, però il fantasy è solo un pretesto per mettere alla luce in situazioni irreali di pericolo momenti della psiche umana con riflessioni proprio su quelle sfumature di cui parlavi, non grandi riflessioni per carità, sono comunque fedeli al percorso di vita della scrittrice dalla sua adolescenza(le cronache) al suo essere adulta e sposata(le leggende).
    In questo caso il fantasy è solo un espediente narrativo se ne poteva far a meno son d’accordo con te, ma alla fine può essere piacevole. De gustibus.

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