Appunti di diritto (in)civile.

Bibliotecaria mancata. Studentessa quando capita. Giurista in divenire.

I figli della “vecchia generazione”.

3 commenti

Prima pagina del Corriere della Sera On-line di oggi, titolone: Video con la compagne di classe, il mercato proibito su Internet.

Smaltita la prima reazione del tipo: “MA VA?!?!?! Ma pensa te, che scoop il Corriere! ‘spetta che lo faccio presente a quelli del Pulitzer!” ho iniziato a pensarci su. E ad innervosirmi alquanto.
Perché personalmente non condivido quello che fanno i ragazzini in questione. Anzi. In un primissimo momento è venuto anche a me da dire “ah, queste nuove generazioni! Dove andremo a finire?”
La prima, acida e istintiva reazione, è quasi sempre questa, bando alle ipocrisie. Il vecchio, il nostro stile è perfetto. Il nuovo fa schifo. Punto. Fine della discussione (che poi io di anni ne ho 24, intendiamoci, non è che sia proprio lontanissima da questa fantomatica nuova generazione – echioseràdireilcontrariodovràvederselaconmeperchéiosonoccciofane).
Poi, però, se si ha un minimo di cervello, si comincia a riflettere.

Perché i ragazzini si comportano così?
Se li sono inventati questi comportamenti? Vengono istintivi? O forse sono il prodotto di quello che li circonda, dell’ambiente in cui vivono, dell’educazione che ricevono?
La conferma ce l’hai se accendi la tv. A qualsiasi orario. E non parlo solo delle pubblicità, no no. Mai provato a sintonizzarvi su Italia 1 verso le 12.30? C’è Studio Aperto. I primi dieci minuti, di solito e se davvero non possono farne a meno, li dedicano a Yara, Sarah Scazzi, Melania e così via. O a buttar fango sui giovani sovversivi di sinistra che usano un terribile strumento demoniaco chiamato Twitter per lanciare invettive violente contro un certo povero martire di nostra conoscenza. Gli ulteriori venti minuti sono dedicati a servizi acculturatissimi come “Studi scientifici hanno dimostrato che le donne col seno rifatto e le labbra carnose piacciono di più agli uomini” (giuro che il servizio esiste veramente; forse il titolo è diverso, ma la sostanza è questa) o “Guarda la velina, che l’han beccata a prendere il sole tutta ignuda!” oppure, ancora, “Ecco a voi, in anteprima, gli scatti del nuovo calendario super sexy di Tizia!“.
Con tutte le immagini, naturalmente.

Alle 12.30.

Poi esci di casa. Toh, guarda che bella gnocca sul cartellone pubblicitario!
Leggi il giornale: chissà chi sarà rimasto coinvolto nell’ultimo scandalo politico a sfondo sessuale! Andiamo a vedere! O, guarda questa qui! E’ diventata Ministro/Consigliere/Pezzo grosso di un’azienda perché l’ha data via. Ed è stato beccato un video su You Tube in cui…

E allora mi fanno ridere i giornalisti che demonizzano (o trattano da deficienti) questi giovincelli depravati. E mi fa ridere chi commenta inneggiando a una vecchia generazione perfetta e idilliaca in cui nessuno si sarebbe mai sognato di comportarsi in questo modo scandaloso. Perché questi giovani d’oggi, insomma, bisognerebbe mandarli nei campi militari! E le ragazze a far da infermiere nelle case di riposo! (Commento reale all’articolo di cui sopra).

E proprio a queste generazioni così morigerate pongo la mia domanda: ma l’Italia, anzi, il mondo così com’è oggi, chi l’ha creato? Chi l’ha creata questa società basata sulla (s)mercificazione del corpo femminile?
L’ha creata il ragazzino di 15 anni che oggi considera le compagne di classe come oggetti? La ragazzina che vende il suo corpo per le ricariche telefoniche perché “tanto è normale e oggi si fa così”? Si sono educati da soli questi terribili giovani? Non hanno, forse, preso esempio da chi avrebbe dovuto educarli?
E allora di chi è la colpa? Dei ragazzini che si sono rimbambiti e non sanno più rispettare i genitori e le loro regole o, magari eh, dei genitori che non sanno trasmettere buoni valori ai figli? Oppure dei genitori dei genitori (scusate la ripetizione) che non hanno saputo insegnare a questi ultimi a fare il loro mestiere?

Perché va bene il conflitto generazionale, ma ora un po’ si esagera.

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3 thoughts on “I figli della “vecchia generazione”.

  1. Mah, trovo parzialmente condivisibile il tuo articolo. Io aggiungere il fatto che, a 28 anni, mi guardo indietro e mi accorgo che quando avevo la loro età capitavano pressoché le stesse cose, ma non c’erano i videofonini e internet perché il mondo degli adulti se ne accorgesse.

    Le cause che identifichi tu, a mio parere, più che creare il fenomeno dal nulla gettano benzina su un fuoco che già c’era, ma dalle dimensioni molto più contenute e per lo più dovuto ai diversi modi di gestire la scoperta della sfera sessuale nell’adolescenza.

    Quel che mi preoccupa è che, come hai notato tu, è che viene piano piano a mancare il contraltare di una scala di valori per l’età adulta.

    • Grazie per il commento. Anch’io condivido in parte il tuo punto di vista.
      Il problema non è, secondo me, se noi le facevamo o meno le stesse cose (non ho scritto che sono i primi a farle, solo che noi non avevamo i videofonini e altri mezzi simili; per la mia esperienza però… mah, sarò stata fortunata io, ma a parte qualche scritta sui muri del bagno alle medie, nel mio liceo certe cose non ce le sognavamo nemmeno; e ti parlo di di 7 anni fa, non della preistoria) e quali mezzi usavamo, eventualmente, per farle.
      Il problema è che, oggi, il messaggio che passa dagli adulti agli adolescenti (con le dovute eccezioni) è completamente distorto. Come mi facevano notare su Twitter, viviamo in una società in cui chi dovrebbe “passare certi valori” risulta essere pedagogicamente disabile e il brutto è che si tratta di genitori e insegnanti (ancora, ripeto, con le dovute eccezioni).
      E che mi si venga a fare la morale (non è il tuo caso, parlo dell’articolo e della reazione generale a queste cose) sul fatto che è tutta colpa dei giovani d’oggi non mi sta bene, perché è facile scaricare la colpa sui giovani quando si ha fallito come nonni, genitori, parenti in generale e insegnanti (che le lezioni di educazione sessuale sono fuffa e lo sappiamo tutti). Troppo facile.

  2. Amarissima, difficile da digerire, orribile a vedersi , questa è la parte emersa della realtà . Deve esserci anche qualcos’altro, perchè altrimenti era già saltato tutto per aria. Le buone cose non fanno notizia, chi lavora per il bene comune è invisibile, ma tiene in piedi la baracca.Questi anni di Berlusconi , dei suoi mezzi di comunicazione , sono questo . Che vuoi fare ? Avrò forse l’età della tua mamma, o forse lei è più giovane , e ho vissuto tutto al contrario di così , lavorando tanto , quando avevo le bambine piccole ero anche poco presente da quanto ero stanca e gestivo tante cose, che ora le mie figlie mi dicono “E’ stile anni 80 ” ” Stile anni 8o?” “Sì , mamma, te non lo riconosci , ma che facevi, dove eri negli anni 8o ?” “Ero qui , ma avevo da fare, allevavo voi , tenevo la casa , lavoravo in negozio (Negozio bio, fondato anche da me ) facevo l’orto, per rilassarmi facevo anche il giardino “. Forse non era abbastanza . Le mie figlie ovviamente si trovano piuttosto a loro agio in questo mondo berlusconiano corrotto , non sono omogenee ad esso, ma riescono ad abitarlo senza danni . Per ora . SApessi che paura quando arrivava vicino la droga o esperienze , fra droga e sesso , devastanti , che altre ragazzine hanno fatto da piccole, di cui per forza portano segni quelle che ne sono uscite. Che vuoi che ti dica ? IO ho lavorato sempre perchè non fosse così. Penso che si veda guardando le mie figlie. Ma è sempre più difficile . Ogni tanto scrivo anch’io post come il tuo , amari come il veleno e non si sa quanto salutari , neanche per noi come sfogo, perchè ci lasciano svuotati e pieni di fiele . Ti abbraccio.

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