Appunti di diritto (in)civile.

Bibliotecaria mancata. Studentessa quando capita. Giurista in divenire.

“Giornalisti” INcivili. Il caso Sarah Scazzi.

28 commenti

Sto per spegnere il mac e andare a nanna. Ma prima, mi dico, vediamo che c’è di nuovo: facciamo una capatina su Twitter. E qui inizio a vedere una sfilza di tweets contenenti le parole “Chi l’ha visto” e “vergogna”.

Al che do una controllata in giro e cosa ti vado a scoprire?

Che quei dementi di Chi l’ha visto, appresa in diretta la notizia della confessione dello zio di Sarah Scazzi, la quindicenne pugliese scomparsa ad agosto, secondo cui il corpo della ragazzina si troverebbe in un pozzo (come più o meno tutti, purtroppo, ormai ci aspettavamo), hanno avuto la bella idea di rendere partecipe della notizia la madre di Sarah, in collegamento dalla casa dello zio reo confesso.

Attualmente, secondo quanto dicono i quotidiani, il corpo non sarebbe ancora stato trovato, ma gli agenti lo stanno cercando nelle campagne tra Avetrana e Nardò. Dovrebbe trovarsi, stando alla confessione dello zio, (Michele Misseri) in un pozzo o in un casolare, luogo in cui l’uomo avrebbe lasciato la nipote dopo aver abusato di lei nella cantina di casa sua prima di strangolarla.

E la gente ha avuto anche il coraggio di lamentarsi perché l’atteggiamento di quella povera donna, che si è sentita dire “suo cognato ha confessato: ha ucciso sua figlia e ora si sta cercando il corpo” è stato freddo. Ma scherziamo? Bisognerebbe indignarsi. Null’altro.

Perché questo non è “diritto di cronaca”. Questo è speculare sul dolore altrui. E ogni volta è sempre la stessa storia.

E’ stato così per Tommy, quando si diceva di tutto e di più sui genitori.

E’ stato così per il terremoto in Abruzzo, quando si andavano a filmare con le telecamere le persone in lacrime. E quando si davano al Tg1 le notizie sullo share raggiunto grazie alle loro edizioni speciali sul sisma.

E’ stato così anche stasera. E non oso nemmeno immaginare come sarà domani.

Quando invece ci sarebbe bisogno solo di silenzio. E rispetto per il dolore di una madre.

Chi l’ha visto, vergogna.

 

[Aggiornamento (10.30): “Prima ho strangolato Sarah, poi l’ho spogliata e violentata”, queste le parole di Michele Misseri. Attorno alle 2 di questa notte il corpo della quindicenne è stato ritrovato in un pozzo, coperto d’acqua e pietre, in posizione fetale. La svolta sarebbe giunta grazia a un’intercettazione ambientale: “Tanto lo so che l’ha presa lui…” ha detto in lacrime Sabrina Misseri (la cugina di Sarah che l’aspettava, il 26 agosto, per andare al mare) alla madre.]

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28 thoughts on ““Giornalisti” INcivili. Il caso Sarah Scazzi.

  1. Da quando il giornalesimo è diventato (e c’è pure un ordine!) dare notizie a sensazione, si è persa la misura

    che ci voleva, appena avute le prime notizie, a chiudere il collegamento?

    La povera Marcella de Palma (ex conduttrice di Chi l’ha visto uccisa da un male incurabile nel fiore degli anni) non avrebbe agito così

    • Non sono una grande fan di “Chi l’ha visto”, non perché non sia un buon programma (non lo so, anche se dopo ieri sera diciamo che qualche sospetto m’è venuto), ma perché mi mette ansia.
      Detto ciò: la mia reazione è stata uguale alla tua. Cosa ci voleva a chiudere il collegamento?
      Ora, fossi nell’avvocato della famiglia Scazzi, farei qualcosa. Decisamente.

  2. Pingback: Tweets that mention “Giornalisti” INcivili. Il caso Sarah Scazzi. « Appunti di diritto (in)civile. -- Topsy.com

  3. E’ incredibile, apprendo solo ora e dal web quello che è successo. Putroppo tutti pensavano a un epilogo simile ma lo schifo cui si è ridotta una certa “sottoclasse” di pseudo-giornalisti non è giustificabile. Non ci sono parole.Che orrore.

    • Purtroppo sì, l’epilogo ce l’eravamo immaginati più o meno tutti (anche se, viste le ultime rivelazioni, s’è rivelato peggio del previsto).
      Ormai, purtroppo, di Giornalisti ne sono rimasti pochi. Tutti a correre dietro alle notizie.
      Senza cuore né professionalità.

  4. Sono d’accordo anch’io, avrebbero dovuto chiudere il collegamento, e non sai quanta rabbia mi fa la gente che critica le persone fredde, oh ma mica tutti siamo gente pronta agli sceneggiati, si soffre in maniera diversa e nessuno dovrebbe permettersi di giudicare.
    (ma quant’ansia mette chi l’ha visto?)

    • Infatti.
      Voglio vedere in quanti avrebbero reagito diversamente. A me si sarebbe gelato il sangue, penso sia un dolore al di là delle lacrime e delle sceneggiate.
      Dopotutto, vedi? Il fatto che ci sia gente che commenta in questo modo, in effetti, ci fa capire come questa speculazione del dolore altrui faccia audience e notizia.
      I primi da insultare sono gli spettatori.

  5. Guarda a me viene lo schifo per tutto, e non so nemmeno esprimerlo. Mi viene lo schifo a pensare che uno zio possa uccidere sua nipote (e in generale che una persona possa ucciderne un’altra) e poi violentarla quando è morta. Mi viene lo schifo a vedere “spettacolarizzate” le tragedie della gente. Sono allibita.

    • Io sono sempre più convinta che per certa gente la pena di morte non basti.
      Bisognerebbe tenerli in vita fra atroci dolori e torture e ricorrere un po’ alla legge del contrappasso.
      Morire sarebbe troppo semplice e liberatorio. Con una colpa del genere bisogna conviverci e sentirsi morire dentro, ogni giorno.

      • Sì ma questo accade se sei una persona sana di mente. Se invece non lo sei probabilmente non ti sei nemmeno accorto di quello che hai fatto. Comunque solitamente ai pedofili e a questo tipo di persone in generale, in carcere gli fanno la festa i detenuti stessi.

        • Guarda, io da (si spera) futura penalista, sono convinta che le malattie mentali ci siano.
          Ma c’è anche gente, secondo me, che è solo cattiva senza nessun problema a livello psicologico.
          Ora non voglio parlare del caso in questione, non ho gli elementi per farlo e bisogna sempre considerare il background di ogni criminale, la sua storia, la sua salute mentale etc.
          Però secondo me, ribadisco, alcune persone sono cattive e basta. Senza scusanti.

  6. Pingback: Piovra » La delicatezza dei giornalisti sul caso Sarah Scazzi

  7. Vi dirò di più. Sono talmente incattivita, da questo ennesimo episodio criminale creato da ignoranza, inciviltà, non rispetto della vita che fatico ad accettare l’ipotesi che gli si possa trovare un’attenuante con l’infermità mentale. Che verrà sicuramente richiesta, per la dichiarazione sulla necrofilia. Sono terrorizzata, schifata, arrabbiata per questo mondo.

    • Come scritto in risposta a Valentina, sono perfettamente d’accordo.
      Poi il caso di specie andrà valutato, ma spesso si accorda l’infermità mentale a gente che di infermo non ha nulla ed ha commesso lucidamente il proprio delitto.
      Comunque, come te, scommetto che l’avvocato difensore giocherà la carta dell’infermità mentale.

  8. non so se essere più indignata per l’ennesima violenza (e non solo stavolta..purtroppo) in famiglia o per quanto schifo mi fa questa tv……

    • Ho appena visto sul sito della rai la parte di “Chi l’ha visto” in questione.
      Raggelante. La madre impietrita, la conduttrice che continuava a leggerle le notizie dell’Ansa in diretta e insisteva perché Sabrina, la cugina di Sarah, intervenisse (mentre era al telefono con la sorella e tentava di capire se sua madre e suo padre erano o meno degli assassini). Continuava a interrompere tutti urlando.
      Quando ha chiesto alla madre di Sarah se preferiva interrompere e lei ha detto che sì, sarebbe stato meglio, le ha parlato sopra come d’abitudine e quasi quasi, se l’inviata non l’avesse fermata, avrebbe continuato con la trasmossione.
      Perfino l’inviata mi è parsa visibilmente imbarazzata.
      Non ci sono parole.

      • appena ho finito di commentare qui sono andata alla ricerca di tutti i commenti fatti verso la trasmissione e verso quella povera donna che non sapeva più cosa fare difronte a tanto dolore.
        la gente a volte sa davvero essere cattiva…

  9. e la scena l’hanno fatta vedere anche al telegiornale di rai1 delle 8 pm…, senza limiti.

    • Non avevo dubbi.
      Stendiamo un velo pietoso sul tg1. Indipendentemente dalla attuale direzione dello stesso, è un po’ di tempo ormai che sono più interessati all’audience che al giornalismo vero e proprio (vedi terremoto all’Aquila, giusto per tornare al post).

  10. Ormai c’è da avere più paura della propria famiglia.

  11. Beh non è che la violenza in famiglia sia proprio una novità, i dati ci dicono da un bel po’ che bisogna stare più attenti a chi conosciamo che agli estranei… se invece di invocare la pena di morte e piagnucolare solo per i casi mediatici certa gente imparasse anche a educare i figli in modo diverso, facendogli capire che le donne non sono una preda sessuale e basta, secondo me molti casi di violenza li eviteremmo. E’ che si continua a parlarne troppo poco, c’è un’omertà spaventosa.

    • Mi trovi perfettamente d’accordo bianca.
      Come dicevo nel post sulla spirale della violenza domestica, l’omertà è uno dei guai peggiori.
      Ed è così anche per le vittime, intendiamoci: durante la mia, seppur ancora breve, collaborazione al centro antiviolenza della mia zona, mi è stato chiaro fin da subito che le donne raramente denunciano. Perché hanno paura, certo, vergogna. Ma anche perché sperano che la situazione cambi.
      E le liti che raccontano sono così furibonde che io non credo che i vicini non le sentano.
      E’ vero poi, come scorpionedargento diceva nei commenti all’altro post, che spesso la risposta che ci viene data è: “fatti gli affari tuoi”, però a mio parere bisognerebbe comunque denunciare, se non altro per lasciare un segno nel caso in cui dovesse accadere qualcosa di peggio.
      Certo, quello delle violenze contro i minori in famiglia è un caso a sé, ma se nel caso di Sarah, come dicono alcuni, le cugine e la madre delle stesse sapevano, be’… il discorso è sempre lo stesso.

    • Sull’omertà sono d’accordo. Mi rendo conto anche che di violenza domestica c’è n’è fin troppo ogni singolo giorno. Però questi casi ( e intento quei grandi che vengono sbattuti sulle prime pagine per mesi ) mi fanno capire che le cose sono cambiate in modo radicale. Anche tempo fa ci saranno stati omicidi di questo genere ma almeno non erano così frequenti. E’ per quello che dico che adesso c’è da avere più paura di chi conosciamo. E sono convinta anch’io al mille per cento che la colpa sia dell’educazione che viene inculcata nei figli , ormai sembra assente. E’ spaventoso.

      • D’accordissimo con te Marta.
        A me però viene sempre il dubbio che anche tempo fa gli omicidi del genere fossero così frequenti, solo che non se ne sapeva nulla.
        Niente media, metodi di indagine non evoluti… poi in realtà bisognerebbe andare a scartabellare tra un po’ di statistiche (a casa mia dovrei avere un libro, ora mi hai fatto venire la curiosità e quando torno ci do un’occhiata :P) e dati per farsene un’idea precisa.
        La cronaca nera così come noi la conosciamo (con i titoloni sui giornali, le foto delle scene del delitto &co.) è nata dopo la seconda guerra mondiale (caso di Rina Fort a Milano, giusto per fare un esempio), chissà… magari prima era anche peggio. Chissà.
        E’ spaventoso, sì.

  12. Ah certo , tutto può essere. Uno si basa su quello che sente adesso e quello che non sentiva prima. Chissà.

  13. Pure io vorrei conoscere i dati, ma ho forti dubbi che sia un fenomeno nuovo.

    Clarinettem ma come mai hai collaborato con il centro antiviolenza della tua zona? Era un progetto che ha a che fare con l’università?

  14. Per i dati, appena torno a casa e ho un attimo controllo e, in caso, ti faccio sapere se ti interessa 🙂

    Collaboro tuttora con il centro antiviolenza come volontaria. L’università non c’entra molto in realtà, a parte il fatto che potrei magari scegliere una tesi sulla violenza domestica/di genere e, soprattutto, vorrei lavorare nel campo penalistico ^^

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