Appunti di diritto (in)civile.

Bibliotecaria mancata. Studentessa quando capita. Giurista in divenire.

Marina – Carlos Ruiz Zafòn [rece]

Lascia un commento

“… Riaprii gli occhi. Un volto mi sorrideva.
Occhi brillanti e giallastri che luccicavano, privi di vita.
Occhi di vetro in un volto intagliato nel legno smaltato.
Allora sentii Marina, accanto a me, soffocare un urlo…”

Se vi sono piaciuti L’ombra del vento e Il gioco dell’angelo, allora leggete Marina.

Carlos Ruiz Zafòn, autore dei tre romanzi appena citati, è come l’opera lirica: o si ama o si odia.
E se lo amate, vi garantisco, la vostra fantasia non ve ne sarà mai abbastanza grata.
Nonostante sia stato pubblicato qui in Italia nel maggio 2009, Marina ha visto la luce circa un anno prima de L’ombra del Vento, quando ancora Zafòn non aveva riscosso la sua ondata di fama internazionale.
La vicenda di Zafòn, tra l’altro, è emblematica sotto molti punti di vista: nasce come scrittore per ragazzi e raggiunge il successo non tanto per (come purtroppo troppo spesso accade) un’abile mossa di marketing della sua casa editrice, quanto per l’entusiasmo dei suoi lettori che, con un fitto passaparola, portano in breve tempo L’ombra del vento in vetta alla classifica dei Bestsellers.
Da lì la strada di Zafòn è una continua discesa: i suoi romanzi vengono tradotti in decine di lingue e si può permettere di tirare fuori dal cassetto opere già pubblicate in Spagna, ma che non hanno avuto la stessa fortuna. Marina è una di queste.
“… Fra tutti i libri che ho pubblicato da quando, verso il 1992, ho iniziato questo strano mestiere, Marina è uno dei miei preferiti…”
Queste le parole di Zafòn nella prefazione di Marina, un’accorata lettera ai suoi fedeli lettori in cui li esorta ad aiutarlo a comprendere perché proprio questo romanzo e non altri, dopo tanti anni (la prima stesura avviene tra il 1996 e il 1997) continui a toccare la sua anima.
La storia, in breve, è questa:
Oscar, studente barcellonese, capita quasi per caso all’interno di una villa dall’aria cupa. E’ in questo luogo che incontra per la prima volta Marina, bellissima ragazza che vive con l’anziano padre in un piccolo mondo tutto loro che subito affascina il giovane Oscar e lo spinge a trascorrere quanto più tempo può in compagnia dei due.
Presto, Marina e Oscar si troveranno a fare i conti con una realtà più grande di loro, fatta di farfalle nere, donne misteriose e bambole incompiute, in un mistero fitto e angosciante che li porterà a scontrarsi con verità scomode e con un passato inquietante.
Il finale, in parte facilmente intuibile dal lettore attento, riesce comunque a non risultare scontato, confermando sì le aspettative, ma dando al contempo la sensazione di aver scoperto una realtà troppo difficile da accettare, amara e triste.
E’ facile affezionarsi ai personaggi di Zafòn, così come è semplice, ormai, provare familiarità per l’ambientazione, la gotica Barcellona, protagonista indiscussa dei romanzi dello scrittore spagnolo, che ci dà la sensazione di perderci per un dedalo di strade nuove e conosciute al tempo stesso.
E’ un paesaggio dai tratti cupi quello che Zafòn dipinge. E’ un paesaggio che colpisce proprio perché, nell’accuratezza dei particolari con cui viene descritto, è reale, tangibile.
E’ difficile capire in che genere debba essere classificato Marina. Il suo autore lo definisce come il suo ultimo romanzo per ragazzi, ma non ci dice di più. Anzi, è lui stesso a sostenere, sempre nella prefazione, che Marina è il più difficile da classificare dei tanti romanzi che ha scritto, forse il più personale di tutti.
Zafòn spazia senza difficoltà dal romanzo di formazione, alla commedia, all’horror, non dando mai la sensazione di fare salti nel vuoto, seguendo sempre un sentiero di coerenza che riesce a tenere insieme il tutto.
Lo stile è ottimo. Curato, semplice, scorrevole e accattivante al tempo stesso. Zafòn si distingue per l’uso magistrale che fa delle parole riuscendo a inserire frasi “ad effetto” senza far perdere il filo del discorso e dando, anzi, una sensazione di chiaro-scuro tipica del cinema e della pittura. Forse non è una caso, quindi, che il padre di Marina sia un pittore che ha fatto dell’uso della luce la sua tecnica più apprezzata.
E’ un po’ quello che fa Zafòn, seppur con mezzi differenti.
E forse è proprio per questo che Marina gli è rimasta dentro: è riuscito a dipingerla così come avrebbe fatto suo padre, un pittore, giocando con la luce e coi colori e dando anche al lettore la sensazione di non poterla più dimenticare.
Nonostante sia solo fantasia.
Nonostante non sia mai esistita.
Così, proprio le parole di Marina, a questo punto, acquistano significato:
“… Ricordiamo solo quello che non è mai accaduto…”
L’autore

Carlòs Ruiz Zafòn, divenuto ormai uno degli scrittori spagnoli più popolari di tutti i tempi, ha cominciato la sua carriera nel 1993, con una serie di libri per bambini. Nel 2001 ha pubblicato il suo primo romanzo per adulti, L’ombra del vento, edito in Italia da Mondadori (2004) che è diventato, soprattutto grazie al passaparola dei lettori, un caso letterario. Vista la fortuna riscossa, la stessa Barcellona e il Cimitero dei Libri Dimenticati ritornano ne Il gioco dell’angelo (Mondadori, 2008). Le sue opere sono ad oggi tradotte in più di quaranta lingue.
Una piccola perla sconosciuta:
Oltre agli ormai noti L’ombra del vento e Il gioco dell’angelo, date un’occhiata anche a Il Principe della Nebbia, edito in Italia da Sei Frontiere (2006). Non rimarrete delusi.

<!– –>

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...