Appunti di diritto (in)civile.

Bibliotecaria mancata. Studentessa quando capita. Giurista in divenire.

Il diario del Vampiro, Il risveglio [rece].

6 commenti

“… Lo sconosciuto era in piedi, e la sorreggeva.
Elena si appoggiò a lui, sentendo quelle dita fredde sul primo bottone della sua camicetta,
sulla gola. –Per favore, no…
Va tutto bene. Vedrai. Le scostò la camicetta dal collo, posandole l’altra mano dietro alla testa…”

E’ tornata alla ribalta grazie alla serie televisiva lanciata dall’emittente americana CW (trasmessa in Italia, attualmente, su Mya) Vampire Diaries, la saga de Il Diario del Vampiro con tanto di copertina ad effetto e bordatura delle pagine rosso sangue. E quest’ultimo virtuosismo la Newton Compton se lo poteva anche risparmiare, almeno a mio parere.
Ad ogni modo, dopo mesi di prenotazione in biblioteca ieri, finalmente, ho avuto tra le mani il primo libro della suddetta saga: Il risveglio.

Che dire? E’ una storia per adolescenti e come tale va letta e analizzata. Senza troppe pretese.

La trama, in breve, è questa: Elena Gilbert, bellissima e invidiata reginetta del suo liceo, orfana di entrambi i genitori, si trova in breve a essere contesa tra Stefan e Damon. E fin qui nulla di strano, non fosse che i due ragazzi in questione sono due vampiri e sono fratelli. Stefan ha rinunciato a bere sangue umano e, di conseguenza, alla maggior parte dei suoi Poteri, Damon, invece, è un soggetto oscuro e temibile, deciso a far pagare al fratello la morte della donna che entrambi amavano, Katherine, la dolce e fragile vampira che ha trasformato entrambi, incapace di scegliere chi dei due sposare.
Ed è proprio l’incredibile somiglianza tra Elena e Katherine a spingere entrambi ad amarla, ognuno a suo modo.
Il finale… non c’è. Il libro è come troncato a metà per spingere il lettore ad attendere con ansia l’arrivo del secondo romanzo della saga (La lotta).
Mi correggo: con curiosità. Ansia è esagerato, decisamente.
Lo stile dell’autrice, Lisa Jane Smith, è semplice, a volte fin troppo, complice una traduzione italiana non delle migliori. La caratterizzazione dei personaggi è appena sufficiente: nessuno di essi è ben definito, nemmeno la protagonista, a voler ben vedere. E’ un libro che scorre via rapidamente lasciando un po’ di perplessità e di vuoto. Un libro banale.

Però. Però questa banalità, forse, è in parte apparente. E’ una storia che ci sa di già sentito, di trito e ritrito.
E’ interessante notare, in proposito, come questo romanzo, in fin dei conti senza infamia né lode, si sia rivelato una miniera d’oro per la famosissima S. Meyer, la “mamma” di Twilight e compagnia cantante (N.B.: Il Diario del Vampiro è stato pubblicato per la prima volta, in lingua originale, nel 1991, ben prima della saga della Meyer).
Qualche esempio:
1) Vampiro “vegetariano”, bello, affascinante e d’animo buono? Presente! (E in questo caso Anne Rice insegna a entrambe le autrici).
2) Vampiro buono attratto irresistibilmente dalla bella protagonista e dai suoi pensieri? Presente!
3) Vampiro buono che affronta una lotta interiore per evitare di mangiarsi la bella protagonista di cui si è ormai perdutamente innamorato? Presente!
4) Lettura della mente? Presente!
E potrei continuare.

Chi, avendo guardato il telefilm, si aspetta di trovare nei romanzi la stessa tensione e lo stesso approfondimento psicologico di ogni personaggio (e magari qualche gradito spoiler) è destinato a rimanere deluso.
Gli sceneggiatori hanno stravolto la storia inserendo personaggi nuovi (il fratello adolescente di Elena, per esempio, che nei romanzi non esiste ed è, anzi, sostituito da una sorellina di quattro anni) e cambiando la sostanza di personaggi già presenti nel romanzo (la bionda Caroline, giusto per fare un esempio).
La stessa Elena è completamente diversa: bella, intelligente e ammirata, sì, ma non antipatica e frivola reginetta della scuola mangia-uomini come invece è nel romanzo. Il che la rende molto più interessante.
Un’analisi a parte andrebbe infine riservata al personaggio di Damon che, almeno per quel che riguarda il paragone con la sua presenza ne Il risveglio, è stato sviluppato in modo notevole e intrigante: è presente fin dalle prime puntate (nel libro appare effettivamente solo negli ultimi capitoli, mentre nei primi ci si limita a intuirne l’inquietante presenza) e si rivela uno dei migliori “cattivi” che io abbia mai visto in una serie tv, con un approfondimento psicologico e una verve degni di lode. Un plauso agli sceneggiatori è d’obbligo (e uno anche al bell’attore, va, già che ci siamo).

Leggerò il resto della serie? Proverò il secondo volume, per curiosità, ma non garantisco di arrivare fino alla fine a meno di non trovare significativi miglioramenti.

Un libro da leggere per staccare il cervello. Nulla di più. Nulla di meno.

L’AUTRICE

Lisa Jane Smith è una scrittrice americana. Laureata all’università di Santa Barbara in arti liberali e insegnante di sostegno presso una scuola elementare, ha poi deciso di dedicarsi esclusivamente alla scrittura. In Italia ha esordito con la casa editrice Newton Compton.

La Serie I diari del Vampiro è composta dai seguenti romanzi:

1) Il risveglio.
2) La lotta.
3) La furia.
4) La messa nera.
5) Il ritorno.
6) Scende la notte.

E per finire, giusto per far contente le fanciulle di passaggio e regalar loro due gradevoli minuti da trascorrere in contemplazione…

Stefan (in primo piano) e Damon (in secondo piano) nella serie della CW.

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6 thoughts on “Il diario del Vampiro, Il risveglio [rece].

  1. Dirò una cosa che non è da me: meglio il telefilm del libro O.O
    Innanzitutto perchè è più facile impersonarsi in Elena(tv) che in Elena(libro). E poi la storia del telefilm non segue i libri, certo è basata su quello, ma è completamente diversa, più alla mano.
    Per quanto riguarda i protagonisti, sono per la parte malvagia, stavolta XD
    Un bacio Vali 😉

  2. Parte malvagia… e secondo te io no? 😛
    Concordo su tutta la linea!

  3. Il libro non l’ho letto, ma avevo letto un po’ di trama su wikipedia ed essendo diversa dal telefilm, che invece ho apprezzato molto, ho deciso di non leggerlo. Poi mettici pure che quando mi hanno portata a vedere Twilight ho deciso di leggere tutti e 4 libri ed è stata una catastrofe, quindi preferisco non darmi all’opera scritta.
    Il telefilm comunque è ben fatto, nonostante nelle prime puntate mi sembrasse un po’ stupidino. Poi ho cominciato a capire la storia e soprattutto i personaggi. Quello che mi ha colpita di più è Damon, che è molto approfondito. Anche io parte malvagia (che poi si può dire malvagio? Per il punto in cui sono arrivataio col film non è affatto malvagio) tutta la vita!

    • Vero, le prime puntate sembra un po’ stupidino e di tanto in tanto ha comunque delle piccolissime sfumature da serie tv adolescenziale, però più va avanti più sceneggiatura e regia (ma la sceneggiatura soprattutto) mi convincono. E Damon… oh, Damon *__*
      L’unico problema è che ho provato a guardarlo in italiano ma è stato un trauma terribile. Molto meglio in lingua originale coi sottotitoli u__u

  4. non e vero sono belli entrambi ma il libro ti fa sentire come se lo stessi vivendo invece il telefilm diciamo

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