Appunti di diritto (in)civile.

Bibliotecaria mancata. Studentessa quando capita. Giurista in divenire.

La signora dei funerali [rece].

8 commenti

“… Fleur abbassò gli occhi dietro alla veletta sottile.

«Io devo andare a una commemorazione funebre.»

«Oh, mi spiace» disse la donna, porgendo a Fleur i numerosi fogli del conto dell’hotel. «Si tratta di una persona molto vicina a lei?»

«Non ancora» rispose Fleur, firmando il conto senza prendersi il disturbo di controllarlo. Osservò il cassiere infilare le mazzette di banconote in buste con lo stemma dell’hotel, poi prese delicatamente le buste e le mise nella borsetta, richiudendola con un colpo secco.
«Ma non si sa mai.»…”

Un po’ di tempo fa, ho deciso di farmi un regalo. E cosa c’è di meglio, ho pensato in quel momento, di un bel romanzo firmato Sophie Kinsella? Nulla, diranno i fan dell’autrice.

E così la pensavo anch’io.

Ebbene, mi sbagliavo. Questa volta Madeleine Wickham, meglio nota come Sophie Kinsella, mi ha profondamente delusa.

La signora dei funerali è un romanzo noioso, inconcludente, non si capisce proprio dove l’autrice voglia andare a parare.

La trama, in breve, è questa: Fleur Daxeny è un’affascinante e seducente (nonché sedicente) donna che ha come unica occupazione nella vita quella di esaminare i necrologi del Times in cerca di vedovi freschi freschi da sedurre e spennare senza pietà.

Naturalmente finirà vittima della sua stessa trappola quando incontrerà Richard Favour, prevedibile quanto ricco.

Attorno a lei sfila un dedalo di personaggi: la cognata, il genero e i figli di Richard in primis, ma anche sua figlia, una ragazzina drogata e infelice, la coppia di amici stufi della sua vita e un lontano, misterioso e quanto mai scontato ex amore.

Fleur si trova inoltre, neanche a dirlo, a dover fronteggiare le bieche manovre del genero di Richard che vuole impossessarsi della fortunata eredità anzitempo.

Riusciranno i nostri eroi a sventare l’attacco al patrimonio familiare?

Secondo voi?

Nessuna traccia dello sfavillante stile che porterà la Kinsella, due anni dopo la pubblicazione in madrelingua del romanzo, a scalare la classifica dei best-sellers e che si riduce a un misero tentativo di suscitare il sorriso dei lettori. Tentativo mal riuscito, peraltro.
Il libro, infatti, è stato scritto nel 1998, due anni prima del grande successo di I love shopping, ma in Italia è uscito solo nel 2008. Che abbiano tentato di sfruttare la scia del successo per commercializzare anche un prodotto che sapevano essere di minor valore? Mi viene il dubbio che sia proprio così.

L’ambientazione è poco curata, le descrizioni corrispondono a cliché che, a lungo andare, stufano.

La caratterizzazione dei personaggi è incompleta, troppe cose sono date per scontate e, anche in questo campo, i luoghi comuni abbondano. Capirei (forse) se si trattasse solo dei personaggi secondari, ma la stessa Fleur rimane un mistero. E non nel senso che suscita il “senso del mistero” nel lettore che è spinto a continuare a leggere per capire cosa mai si celi dietro all’apparenza cinica di questa donna tanto affascinante. No. Nel senso che il lettore non riesce proprio a comprendere la sostanza di un personaggio del genere.

E’ come se la Kinsella avesse provato a distaccarsi dalla trama trita e ritrita di tante storie simili alla sua, ma l’esperimento non le è riuscito assolutamente, anzi. Così com’è, il romanzo è fastidioso.

La conclusione frettolosa de La signora dei funerali è deludente e, a questo punto, un semplice e abusato “vissero tutti felici e contenti” avrebbe reso più dell’insignificante colpo di scena usato dall’autrice che, a mio parere, ha voluto strafare finendo vittima, come Fleur, della sua stessa trappola.

Satira elegante dell’alta società british con tutti i suoi tic, perfetta come una pièce di teatro classico, La signora dei funerali è una commedia dai toni sofisticati, con un pizzico di cinismo e una protagonista che conquista con il suo essere anticonvenzionale e irresistibilmente incurante”, così la Mondadori descrive La signora dei funerali.

Mah.

Convinti loro.

La signora dei funerali mi ha lasciata con l’amaro in bocca e col rimpianto di non aver speso in modo migliore i 9 euro che il libro, in edizione Oscar Mondadori, richiede di sborsare.

Per finire qui, se non si fosse capito, vi sconsiglio vivamente di leggere questo romanzo.

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8 thoughts on “La signora dei funerali [rece].

  1. Pingback: La signora dei funerali [rece] « Appunti di diritto (in)civile.

  2. Uno degli effetti collaterali, a volte positivi, dei giorni C&C è che non avrai più tempo per libri come qusto, perchè non ti potrai più permettere il lusso di sbagliare libro (per fortuna, invecchiando si sviluppa un sesto senso per i libri fregatura, non so se solo dopo un paio di gravidanze o anche in assenza delle suddette!)

  3. Ciao Clarinette, ho dato un’occhiata al tuo blog e devo dire che è davvero carino :D!
    Ti dirò, di Sophie Kinsella non ho ancora letto niente, perchè tendenzialmente non sono mai stata attratta dalla chick-lit, ma dato che ora come ora avrei bisogno di letture “leggere”, divertenti e poco impegnative, quale libro consiglieresti ad una neofita come me?
    Un abbraccio!

  4. Grazie! Anche il tuo blog è molto, molto carino, soprattutto dopo il restyling!

    Dunque… visto che ti serve solo per distrarti un po’ e come lettura leggera, io ti consiglierei “La Regina della casa”. Anche “Ti ricordi di me?”, volendo, ma non conoscendo la Kinsella come primo impatto potrebbe non essere dei migliori.

    La serie di “I love shopping”, invece… mhm… è carina, ma lunghissima.

    No, no. Confermo “La regina della casa” xD

  5. Ti ringrazio Clarinette, e “La regina della casa” sia ;)!
    P.S: Già che ci siamo, ti dispiace se ti aggiungo nel mio Blogroll?

  6. Ma figurati, io ti aggiungo al mio, se posso 🙂
    (Ah, tra l’altro, non so se mi hai riconosciuta dato che, anche se il nickname è rimasto uguale a quando ho commentato le prime volte il tuo blog, sono secoli che latito da blog e affini… sono Valentina, collega di ginnasio ;-))

  7. Sì, ti ho “riconosciuta”, e ti dirò che mi ha fatto molto piacere il tuo commento, anche e soprattutto in questo momento down. E Clarinette mi piace tremendamente come nick :D! Aggiungimi senza remore 😉

  8. Ok! Grazie e a presto allora 😀

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