Appunti di diritto (in)civile.

Bibliotecaria mancata. Studentessa quando capita. Giurista in divenire.

Ru486 sì, Ru486 no.

7 commenti

Siamo nel 2010. La parità dei sessi è stata raggiunta (…) da tempo. L’aborto è (dovrebbe essere) un diritto di qualsiasi donna lo richieda, nel rispetto della legge.

Siamo in un Paese laico.

Perfetto.

E allora com’è che, nei nostri politici, c’è ancora questa mentalità maschilista e retrograda mascherata da “rispetto della vita”?

E’ entrata in commercio la pillola abortiva, la famosa Ru486. Formigoni si è detto contrario. Zaia non darà l’autorizzazione alla vendita del farmaco negli ospedali veneti. Cota sostiene che, per lui, le pillole possono anche rimanere a marcire in magazzino.

Le donne, quelle delle pari opportunità, tacciono. E io provo più pena e rabbia nei loro confronti che verso i loro colleghi maschi.

Sono a favore della vita anch’io. Non credo che utilizzerei mai la Ru486 né qualsiasi altro mezzo abortivo (anche se, in certe situazioni, bisogna trovarcisi per capire cosa si farebbe o meno). Tuttavia, sono a favore della Ru486.

Perché? Perchè, checché se ne dica, in altri Stati si usa da anni e con buoni risultati (per maggiori informazioni sui dati e sulla storia della Ru486 guardate qui). Perché si tratta di un metodo meno invasivo per la donna (alla faccia di quello che dice Formigoni). Perché è nel diritto di ogni donna scegliere se e come abortire (e non cominciamo con le solite tiritere contro l’aborto in generale. C’è una legge che lo permette. Stop.) E perché la repressione non fa altro che alimentare la vendita sotto banco. La pericolosa vendita sotto banco, aggiungerei.

E sono stufa della Chiesa che s’immischia sempre. Siete contro l’aborto? Mi sta bene. L’avete detto. Lo sappiamo. Ora tacete. Nel Vaticano fate come vi pare. Qui, in Italia, non contate (o almeno, non dovreste contare) nulla. E odio i giornalisti che riportano i commenti del Papa, dei Vescovi, della compagnia cantante. Machissenefrega!

A tutti quegli uomini contro l’aborto per partito preso, contro la Ru486, augurerei (se la natura lo permettesse, ma ahimé, non lo permette) di venir violentati da uno sconosciuto drogato. Di rimanere incinti. E di dover andare poi a fare tutta la trafila in ospedale per sottoporsi a un intervento invasivo (perché, visti i tipi, sono sicura che un figlio così non lo vorrebbero). Oppure augurerei un figlio con gravi malformazioni, destinato a morire alla nascita. Soffrendo. E che possa mettere a repentaglio anche la loro, di vita, durante la gravidanza. Sì, lo so, sono cattiva, acida e cinica.

Nessuna donna abortisce con leggerezza. Nessuna. Possono dire quello che vogliono, io ne sono certa. Deve essere una sofferenza immane, una lotta interiore terribile. E se c’è un modo per alleviare questo dolore, io lo approvo.

La vita va rispettata. La pillola abortiva va usata sotto stretto controllo medico, in strutture autorizzate e valide, non oltre il periodo imposto dalla legge. Se se ne vietasse la vendita, se la gente iniziasse a procurarsi illegalmente la Ru486 (e sappiamo che succederebbe), i rischi aumenterebbero. Non sto neanche a spiegare il perché. Non ci vuole una mente eccelsa per rendersene conto.

E le nostre bellissime e tanto decantate donne della politica dovrebbero darsi una mossa e non lasciar fare tutto agli uomini, come al solito. Perché gli uomini, certe cose (e non lo dico con cattiveria, questo) non possono capirle. Non quanto una donna.

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7 thoughts on “Ru486 sì, Ru486 no.

  1. Per come la vedo io la pillola abortiva è un’altro degli innumerevoli modi che l’uomo ha trovato per aggirare l’ostacolo. Bisognerebbe essere sempre responsabili delle proprie azioni invece che farne pagare il prezzo a chi non ha alcuna colpa.
    Un saluto.

  2. Pardon, un altro si scrive senza apostrofo!
    🙂

  3. 1) Esiste l’aborto terapeutico.
    2) Esistono gli stupri.
    3) Esistono situazioni di disagio.
    4) La pillola abortiva non è un contraccettivo.

    E mi fermo qui. Il post dice già il resto.

  4. 1- Se per “terapeutico” intendi per la donna, dovrebbe fare attenzione prima oppure, nel caso si presentino dei problemi durante la gravidanza credo che per amore di un figlio si possa accettare di correre il rischio. Se intendi per il feto penso che i bambini vadano accettati anche in caso di malattie.
    2- I figli degli stupri, in ogni caso, non hanno colpe. E’ una situazione molto gravosa per una donna, lo capisco, ma comunque superabile con l’amore ed il buon senso.
    3- Le situazioni di disagio possono risolversi con l’affidamento temporaneo o l’adozione.
    4- Sappiamo tutti che non è un contraccettivo ma sappiamo anche che verrà usata spesso come tale.

    Ho capito bene il tuo pensiero, è sempre stimolante osservare le cose da punti di vista diversi dai propri.
    A presto.

  5. 1) No, per terapeutico intendo feto con gravi malformazioni destinato a morire alla nascita che possa comportare gravi rischi per la vita della madre. Ho seguito (un anno di Medicina poi abbandonata per varie questioni) un corso di genetica (e di embriologia, già che ci siamo). Ho visto immagini di feti con gravissime malformazioni (e non intendo, con ciò labbro leporino. Intendo parti vitali non formate o comunque malformazioni tali da non consentire al bambino di sopravvivere una volta venuto al mondo). A volte l’aborto è consigliato dagli stessi medici. Spesso SI DEVE abortire. E allora perché non consentire di ricorrere a mezzi meno traumatici per la donna che, già di per sè, si trova ad affrontare una situazione drammatica?

    2) Non se hai 12 o 13 anni. E non aggiungo altro…

    3) Ci sono casi in cui certe situazioni bisogna viverle. Certo, ci sono l’affido e l’adozione. Ma qui, come ho detto esplicitamente nel post, il problema non è l’aborto in sè (la legge che lo consente, purtroppo o per fortuna, esiste. E’ un dato di fatto. Si può e c’è chi lo fa.) Il problema è il come.

    4) E infatti c’è bisogno di controllo. Le leggi ci sono, si tratta solo di applicarle. Sono d’accordo con te sul fatto che molti potrebbero utilizzare la Ru486 come una sorta di “pillola del giorno dopo”. Questo è sbagliato e va evitato. E serve un sistema che supervisioni ogni situazione. Senza contare che (lo so, mi faccio un sacco di film) la Ru486 potrebbe essere utilizzata, se venduta sotto banco, da malintenzionati (situazioni di sfruttamento e prostituzione per fare qualche esempio. Una pillola che blocchi una gravidanza in atto è una manna per gli sfruttatori).
    Ci sarebbero anche i consultori in giro, ma non se ne parla mai. Ci fosse un po’ più di informazione e meno tabù si risolverebbero molte cose. Per esempio si verrebbe a sapere che assumere la Ru486 porta bene o male gli stessi disturbi e gli stessi dolori di un aborto chirurgico. Non è una passeggiata… una pillola e via.

    E io ho capito il tuo di pensiero, e lo rispetto 🙂
    Ma sono fatta così, mi piace far valere fino in fondo le mie ragioni. Non vorrei fare l’avvocato, altrimenti 😉

  6. Non siamo un paese laico, ovvero lo siamo sulla carta ma non nella cultura. i cambiamenti hanno bisogno di tempo e il tempo si misura in generazioni.
    i giovani di oggi convivono e non pensano al matrimonio tradizionale, cosa impensabile fino a pochi lustri fa.

    Siamo in un paese civile, fatto di persone pensanti, che hanno una loro opinione, nonostante tutto…
    ma le cose saranno destinate a cambiare perché sono già in movimento.
    Si lo so che si vorrebbe tutto e subito, la legge è dalla nostra parte, ma spesso pretendiamo sempre i diritti scordando i doveri.

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